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SPIAGGIA DELLA TONNARA DI PALMI

Il Lido di Palmi, che si affaccia sul mar Tirreno in un tratto di Costa Viola, è delimitato a nord dal fiume Petrace, a sud da alcune falesie che degradano rapidamente verso il mare e ad est dal terrazzamento sopra il quale sorge Taureana.

Il litorale è composto da tre spiagge: la piccola spiaggia di Trachini (inaccessibile se non per via mare), la spiaggia della baia della Tonnara e la spiaggia di Pietrenere-Scinà.

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Tutte e tre le spiagge sono ghiaiose e sabbiose e sono arricchite da alcuni scogli. I principali sono lo scoglio Trachini, lo scoglio dell’Isola e gli scogli Agliastro. Tra questi ultimi vi è il celebre scoglio dell’Ulivo ed alcuni piccoli scogli, residui di un’antica scogliera molto più vasta.

La Spiaggia della Tonnara di Palmi deve il suo nome ad un’antica tonnara che vi sorgeva nel Novecento, di cui oggi non c’è più traccia.

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Le spiagge del Lido di Palmi si sviluppano per circa 2 km, per una profondità media di 50 metri ed il tipo di sabbia cambia ad ogni mareggiata, essendo quindi a volte ghiaiosa, ed a volte fine, ma sempre chiara.  Nella parte sud è presente il famoso e suggestivo scoglio su cui vive un ulivo e per l’appunto denominato  Scoglio dell’Ulivo.

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Alle spalle si ammira il bastione montuoso del Sant’Elia.

Il mare del Lido di Palmi è bellissimo, turchese, limpido e trasparente, con fondali sabbiosi alternati a quelli pietrosi che meritano una visita subacquea.

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Il lungomare è adornato di villette e del piccolo borgo marinaro e nelle vicinanze si trovano diversi servizi turistici, hotel, campeggi, ristoranti,  locali notturni e rivendite varie.

Per arrivarci si percorre la statale 18 uscendo all’incrocio che indica la località, oppure arrivando a Palmi laddove è sufficiente seguire le indicazioni per la spiaggia.

IL MONTE SANT’ELIA A PALMI

Il Monte Sant’Elia è un luogo panoramico meraviglioso dalla cui cima folta di pini si gode uno dei panorami più affascinanti del mondo, dal suo belvedere si ammira la Sicilia e tutto l’arcipelago delle isole Eolie.

Dalla cima del Sant’Elia, dalla balconata a mare della Villa Comunale, dalla gradinata della Torre, si gode un panorama che non è secondo a nessuno dei più famosi centri della riviera amalfitana »

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I punti panoramici della montagna sono molti, grazie alla conformazione. Il punto panoramico principale è il Belvedere Managò, posto sulla sommità del monte, costituito da una serie di balconate realizzate con ringhiera e scale sopra i vari costoni della montagna. Dalle suddette balconate è possibile ammirare tutta la costa tirrenica da Capo Vaticano allo Stretto di Messina, il mar Tirreno, le Isole Eolie, il vulcano Etnae tutta la città di Palmi. Sulla cima dal belvedere, tra l’altro, sono collocate tre croci bianche, a ricordo del monte calvario dove Gesù fu crocifisso.

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Il monte Sant’Elia alto 582 metri slm si trova nel comune di Palmi in provincia di Reggio Calabria. Crinale costiero del massiccio dell’Aspromonte, è definito “il balcone sul mar Tirreno”.

La montagna, nella quale insistono anche alcuni edifici residenziali, è anche uno dei tre centri abitati ufficiali di Palmi.

Il monte rappresenta l’ultimo anello di una catena, che  parte dalle selvagge alture degli Appennini per venire a specchiarsi sulle rive ridenti del Tirreno,  da un lato giganteggia sopra la Piana di Gioia Tauro e dall’altro lato guarda  l’immensa distesa del mare, che si spande ai suoi piedi.

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La vegetazione del monte è composta prevalentemente da pini marittimi e castagni ed il suo territorio rientra, nella sua totalità, nell’elenco delle Zone di Protezione Speciale e dei Siti di Interesse Comunitario della Regione Calabria.

Il Monte Sant’Elia è una meta privilegiata di escursionismo o trekking[4]. I due percorsi principali, effettuati dagli escursionisti, sono posti uno alle pendici della montagna, il “sentiero del Tracciolino”, ed uno sulla cima della stessa.  Il “sentiero del Tracciolino”, il cui percorso è posto a mezza costa lungo il fianco nord-est del monte, è inserito all’interno dei percorsi naturalistici della Calabria, e costituisce col suo itinerario a picco sul mare della Costa Viola, un richiamo per i turisti.

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Il sito di Interesse Comunitario, denominato “Costa Viola e Sant’Elia”, costituisce il tratto di costa compresa tra gli abitati di Scilla e Palmi. I versanti della costa sono formati da rocce intrusive e metamorfiche, coperti da depositi di rocce sedimentarie e sedimenti sciolti di ambiente marino costiero e continentali sabbioso-conglomeratici. Lungo i ripidi versanti vengono coltivate, attraverso terrazzamenti, uve pregiate di gaglioppo, malvasia e zibibbo. Un tempo i vigneti venivano raggiunti dai contadini attraverso dei sentieri o addirittura con delle barche che costituivano anche il mezzo di trasporto dell’uva durante la vendemmia. Le rupi costiere, formanti talora alte falesie, sono ricche di specie come la dianthus rupicola. Sono presenti boschi di leccio, arbusteti termo-mediterranei e pre-steppici e vegetazione casmofitica tipica delle scogliere.

La Zona di protezione speciale denominata “Costa Viola”, che comprende come detto gran parte della montagna, è una delle zone europee più importanti per la migrazione primaverile dei falconiformi e di altri grandi veleggiatori lungo la costa. La ZPS si estende dalla Marina di Palmi verso lo stretto. Queste zone includono, inoltre, siti montani con morfologie pianeggianti in cui sono presenti formazioni di ambienti umidi effimeri.

Il nome della montagna, prima del X secolo, era monte Salinas.

Il nome derivava dal toponimo dato all’attuale Piana di Palmi, cioè Turma delle Saline.
A Partire dal XVII secolo al nome di Salinas venne affiancato anche quello di monte Aulinas.  Difatti è nel 1657 che il toponimo appare per la prima volta, per via di una errata trascrizione.
Successivamente la montagna venne intitolata a Elia di Enna, data la chiesa in suo onore collocata sulla cima e data anche la sua permanenza sulla montagna nel IX secolo.

La chiesa realizzata ad inizio del XX secolo e distrutta durante il secondo conflitto mondiale
Fin da prima del X secolo, la montagna era rinomata per l’esistenza di alcuni conventi di monaci basiliani. Uno di questi venne fondato, nell’anno 884, da sant’Elia di Enna e le cronache riportano che nella chiesa del monastero vi venne sepolto in seguito anche san Filarete.

Prima di costruire il suddetto monastero, Elia di Enna per molto tempo fece penitenza in una umida e angusta grotta posta sulla stessa montagna. Spesso Elia ricevette la visita di san Nilo.

I monaci basiliani, nell’XI secolo, ricostruirono sulla montagna l’abbazia di sant’Elia lo Juniore. Ruggero II di Sicilia la sottopose nel 1134, assieme alla chiesa di San Fantino che sorgeva vicino all’antica Tauriana, all’archimandrita del cenobio del Salvatore di Messina. Nel monastero del monte Aulinas erano custodite anche le spoglie di Elia.

Il romitorio di basiliani dedicato a sant’Elia profeta fu l’unica chiesa che, nel XV secolo, scampò alle rovine delle incursioni saracene.

L’abbazia del monte, con il convento, venne distrutta dal terremoto del 1783 e, su quei ruderi, nel 1804 venne costruita una chiesetta. La chiesa, di vetusta e cattiva costruzione in pietrame, fu rovinata dal terremoto del 1894, così come un piccolo corpo di fabbrica adiacente a sinistra della stessa fu interamente diroccato ed abbandonato.

La nuova chiesa di Sant’Elia, riedificata all’inizio del XX secolo, venne nuovamente distrutta nel corso dell’ultimo conflitto mondiale[24]. Fu ricostruita infine nel 1958, come appare ad oggi in tutta la sua raccolta semplicità.

 

Informazioni per l’articolo tratte da “Wikipedia”

CAULONIA, SITO ELLENICO DEL V° SEC. A.C.

Caulónia, (Kaulonia in greco calabro), è un comune di 7.026 abitanti della provincia di Reggio Calabria in Calabria.

Il territorio comunale comprende sia l’antico centro storico di Caulonia (detto colloquialmente Caulonia Superiore) che le innumerevoli frazioni tra le quali spicca, sulla costa ionica, l’abitato di Caulonia Marina.

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Caulonia è situato su un’altura di 300 metri. Il territorio del comune parte dal mare, passando per zone collinari fino a toccare i monti delle Serre: è il terzo comune per estensione più grande della Provincia di Reggio Calabria dopo la stessa Reggio Calabria e San Luca.

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Sulle Serre raggiunge un’altezza massima di 1241 metri,e dove troviamo una flora ricca di lecci, castagni, abeti e pini. Degradando verso la collina troviamo la tipica macchia mediterranea, mentre sulla costa un terreno argilloso da una parte e con agrumeti dall’altra. Il territorio è attraversato dalle fiumare Allaro, Amusa e Precariti.  L’Allaro è situato sulla sinistra di Caulonia mentre l’Amusa sulla destra, mentre il Precariti fa da confine con il comune di Placanica e sulla costa con Stignano.

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La tradizione vuole che l’antica Kaulon, situata nei pressi di Punta Stilo sia stata fondata dagli Achei e fu colonia di Siracusa. Al tempo di Strabone era deserta in quanto la popolazione era stata trasferita a Pietraperzia, in Sicilia, da parte dei Siracusani qualche secolo prima. L’odierna Caulonia è nota dall’anno Mille sino all’Unità d’Italia come Castelvetere.

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“Nella marina di Monasterace, nella costa ionica Calabrese laddove era l’antica Kaulonia, è stato scoperto il più grande mosaico ellenico della “MagnaGrecia” e una tavola di bronzo in alfabeto acheo nella quale sono ricordati l’agorà, una statua ed un elenco di divinità della città.

Il centro acheo identificato da Paolo Orsi alla fine dell’Ottocento, ma che solo le ricerche sistematiche degli ultimi quindici anni, intraprese in alcune aree dall’Università degli Studi di Pisa e della Scuola Normale Superiore, dalla Soprintendenza archeologica della Calabria con il contributo dell’Università Mediterranea di Reggio Calabria e dell’Università della Calabria, oltre che dell’Università degli Studi di Firenze, hanno permesso di ricostruire nell’impianto urbano di tipo ippodameo.

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Nel settore  a ridosso della spiaggia ci sono le terme all’interno delle quali si è scoperto il grande mosaico e il tempio dorico, della metà del V secolo a.C.

La mostra, “Kaulonia. La città dell’amazzone Clere” che si è svolta al Museo Archeologico Nazionale di Firenze fino al 9 marzo 2014 ha documentato  documenti di straordinaria rilevanza come le infinite tipologie di materiali usati per ricostruire arredi ed alzati di molti edifici per avere cognizione della cultura materiale raggiunta dal centro ellenistico.

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TROPEA

La storia di Tropea inizia in epoca romana quando lungo la costa Sesto Pompeo sconfisse Cesare Ottaviano. A sud di Tropea i Romani avevano costruito un porto commerciale, vicino S.Domenica, a Formicoli (cioè corruzione di Foro di Ercole), di cui parlano Plinio e Strabone.

Si vuole che il fondatore sia stato Ercole che, di ritorno dalla Spagna (Colonne d’Ercole), si fermò sulla Costa degli Dei e secondo questa leggenda, Tropea divenne uno dei Porti di Ercole.

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Per la sua caratteristica posizione di terrazzo sul mare, Tropea ebbe un ruolo importante, sia in epoca romana sia in epoca bizantina; molti sono i resti lasciati dal bizantini, come la Chiesa di Tropea sul promontorio o le mura cittadine. La città fu poi strappata ai bizantini, dopo un lungo assedio dai Normanni sotto i quali continuò a prosperare anche sotto il dominio degli Aragonesi. Nelle zone limitrofe sono state invece rinvenute tombe di origine magno-greca.

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Chiesa di Tropea sul promontorio (2009)
Nota località balneare sul mar Tirreno a sud-ovest di Vibo Valentia ed a nord di Capo Vaticano, ha un monastero di Francescani di notevole importanza e la Cattedrale Normanna del 1100. Di notevole interesse il centro storico, con i palazzi nobiliari del ‘700 e dell”800 arroccati sulla rupe a strapiombo con la spiaggia sottostante.

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Interessanti sono i “portali” dei palazzi che rappresentavano le famiglie nobiliari; alcuni sono dotate di grosse cisterne scavate nella roccia, che servivano per accumulare il grano proveniente dal Monte Poro, e successivamente veniva caricato tramite condotte di terracotta sulle navi che erano ormeggiate sotto la rupe di Tropea.

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Sono inoltre presenti un museo privato degli antichi mestieri di Calabria e delle macchine automatiche e una mostra permanente di modellismo ferroviario inaugurata nel gennaio 2012 presso la biblioteca comunale “Albino Lorenzo.